martedì 28 luglio 2015

#2 Host family

La mattina del 12 giugno, tra un preparativo e l'altro, mi stavo lamentando con mamma perchè ancora ero una povera orfanella in balia degli eventi della vita.
Alle 10, ero sul pullman, pronta ad affrontare otto ore di viaggio per trascorrere due settimane con i miei nonnini.
Essendo una persona estremamente stupida  intelligente, sono partita da casa con il 50% di batteria.
A quel punto, ho avuto la brillante idea di mettere la modalità aereo per poter ascoltare la musica senza far morire il telefono.
Verso le 2, dopo circa quattro ore di viaggio, accendo internet per dire a mamma che ero ancora viva e vegeta.
Appena apro whatsapp, trovo mille e passa messaggi da parte degli weppini (vi amo comunque), una decina da parte dei miei genitori e qualche chiamata persa.
Ovviamente, la prima chat che apro è quella del boss e subito un messaggio attira la mia attenzione: 'Chiara chiama la wep che ti è arrivata la famiglia'.
Non ci potevo credere.
Probabilmente tutte le persone sul pullman hanno saputo la notizia perchè l'ho praticamente urlato.
Mi sono sentita speciale, qualcuno aveva trovato interessante la mia application, decidendo di ospitarmi per ben dieci mesi.

Ebbene sì, il 12 giugno, in un momento totalmente inaspettato, ho ricevuto la mia hfamily.

Andrò in Tennessee, in un paesino di circa 32mila abitanti di nome Spring Hill, a 20 minuti da Nashville.
La famiglia è composta da madre (JoAnn), padre (Dolph), hsis (Elle) del 97 che frequenterà l'ultimo anno con me, due hbro (Devyn e Dallen), uno del 94 che va al college e l'altro del 2002, e tre cani.
Lo stato era nella mia top 5 e l'hfamily ha i miei stessi interessi; non avrei potuto chiedere di meglio.
La mia futura scuola sarà la Summit High School e ci andrò o con il buss o con la macchina della mia hsister.
Ho già contattato tutti e sembrano la famiglia perfetta, sono dolcissimi e davvero molto disponibili.
Hanno detto che mi stanno rifacendo la stanza che tra l'altro ha un letto gigante, non vedo l'ora di vederla.

Per oggi è tutto, scusate se è molto corto ma non avevo voglia di annoiarvi con tutte le informazioni pratiche riguardo a stato e famiglia.. magari più avanti farò un post più approfondito.

Continuate a seguirmi perchè la prossima volta parlerò delle emozioni pre-partenza e del viaggio.

Chiara




lunedì 27 luglio 2015

#1 Presentazioni

Dopo tante richieste e l'appellativo di falsa da parte del simpatico (ma non troppo) Tommaso, ho deciso di aprire questo mio diario di viaggio per aiutare me a ricordare questa esperienza, dal momento che ho la memoria di un criceto, ma soprattutto, per aiutare i futuri exchange students.
Mi chiamo Chiara e vengo da un piccolo sconosciuto paesino delle Marche.
Non ho mai capito quale fosse davvero il mio posto e nonostante sia piena di amici e persone che mi vogliono un mondo di bene, mi sono sempre sentita stretta in ogni situazione.
Ho saputo della possibilità dell'anno all'estero all'inizio della prima superiore quando, ahimè, ero ancora troppo ingenua per capirne l'importanza.
Non conoscendo l'età richiesta per questa esperienza, mi ero decisa a fare seconda e terza superiore, saltando, così, due anni dell'utilissimo liceo classico (potete ridere se volete).
Passavano i mesi ed io ero sempre più convinta, volevo assolutamente fare questo grande passo, buttarmi, senza sapere a cosa mi avrebbe portata.
Così, verso la fine della seconda superiore, ho scoperto la Wep, un'associazione che offre vari programmi, tra cui la possibilità di farti studiare in un paese straniero.
Da lì è cambiato tutto.
Agli inizi di settembre ho fatto il colloquio informativo, poi quello di selezione e, successivamente, il 20 ottobre sono stata accettata.
Inutile descrivervi il mio stato d'animo quel giorno.
Non mi voglio dilungare troppo raccontandovi come sono diventata un'exchange student, preferisco dirvi il motivo.
Tutti mi chiedono 'ma perché lo fai?'
Al posto di dare mille risposte banali del tipo 'è sempre stato il mio sogno', io rigiro la domanda, 'perchè no?'
Perché non provare ad uscire dalla monotonia della propria vita buttandosi in un qualcosa che è fuori dal normale?
Voi, cari non exchange students, provate a porvi questa domanda e, se riuscirete a darmi una risposta esauriente, allora vorrà dire che sono io la pazza che ha deciso di lasciare casa per 10 mesi, per andare nella sua amata America.
Detto questo, scusate se ho iniziato tardi a scrivere ma sono una persona abbastanza pigra.
Il prossimo post sarà sull'hfamily quindi continuate a segurmi!
Alla prossima,
Chiara